IL pH della pelle cambia veramente la percezione del profumo?
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Il pH della pelle cambia davvero un profumo? Il mito che la scienza ha già smentito
Una convinzione molto diffusa nel mondo della profumeria sostiene che il pH della pelle possa modificare profondamente il comportamento di una fragranza.
Quante volte abbiamo sentito dire:
“Su di me questo profumo cambia completamente perché ho un pH diverso.”
È un’affermazione ripetuta da anni, ma scientificamente imprecisa.
Partiamo da un dato fondamentale.
Il pH cutaneo umano si mantiene generalmente all’interno di un intervallo piuttosto ristretto, compreso mediamente tra 4,7 e 5,5.
Non esistono differenze radicali sufficienti a modificare in modo sostanziale la struttura chimica di una fragranza semplicemente dopo l’applicazione sulla pelle.
Le molecole odorose non reagiscono improvvisamente in maniera diversa soltanto a causa di piccole variazioni di acidità superficiale.
Perché allora un profumo sembra cambiare da persona a persona?
La spiegazione è altrove.
Entrano in gioco numerosi fattori: livello di idratazione cutanea, quantità di sebo presente, temperatura corporea, umidità esterna, sudorazione, alimentazione, tessuti indossati, clima esterno e perfino la diversa percezione neurologica che ogni individuo sviluppa nei confronti di alcune famiglie odorose.
Attribuire tutto al pH della pelle rappresenta una semplificazione ormai superata.
La moderna profumeria scientifica osserva il fenomeno in maniera molto più articolata.
Anche questo approccio rigoroso rappresenta uno dei principi alla base della filosofia di Luigi Sabatel.
Nel progetto Avanguardia Olfattiva, la creazione di una fragranza non parte da credenze popolari o luoghi comuni tramandati dal mercato, ma da una comprensione precisa del comportamento reale delle materie prime e della loro interazione fisica con il supporto cutaneo.
Un grande profumo non cambia perché cambia il pH.
Cambia perché ogni pelle racconta condizioni fisiche diverse.
La chimica, invece, rimane sempre la stessa.