Franchincenso e dintorni
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Kirieleison di Luigi Sabatel è un profumo che sembra nascere in uno spazio sospeso, dove il silenzio ha il peso della pietra antica e l’aria porta con sé il respiro del rito. Il nome richiama immediatamente una dimensione spirituale e contemplativa, e la composizione olfattiva segue con coerenza questa ispirazione, costruendo un’atmosfera sacrale, ieratica, intensa, quasi liturgica. Non si tratta di un semplice profumo d’incenso, ma di una vera architettura aromatica nella quale ogni materia prima contribuisce a evocare luce filtrata da vetrate, navate ombrose, legni consumati dal tempo e vapori aromatici che salgono verso l’alto.
Il cuore simbolico della fragranza è il franchincenso, noto anche come olibano, resina ottenuta da diverse specie di Boswellia. Il suo profilo olfattivo è tra i più riconoscibili e affascinanti dell’arte profumiera. Il franchincenso emana note resinose, secche e luminose, con sfumature che ricordano il limone essiccato, la pietra scaldata dal sole e una leggera vibrazione balsamica. In alcune qualità emergono accenti quasi metallici e minerali, in altre una trasparenza eterea che sembra pulire l’aria. È proprio questa dualità tra materia e spiritualità ad averlo reso per secoli protagonista di riti religiosi e fumigazioni sacre. In Kirieleison, il franchincenso dona verticalità alla composizione, la spinge verso l’alto e la rende solenne.
Accanto a esso si muove l’elemi, resina preziosa meno nota al grande pubblico ma amatissima dai profumieri per la sua straordinaria complessità. L’elemi possiede un odore fresco, pepato, agrumato e leggermente terpenico. Ricorda la scorza di limone, il pepe bianco, il legno appena inciso, il finocchio con la sua aromaticità piccante. Ha una brillantezza viva che illumina le note più dense dell’incenso e aggiunge un carattere quasi mistico ma dinamico, come una fiamma che vibra nel buio. In Kirieleison, l’elemi impedisce alla sacralità del profumo di diventare statica, introducendo movimento, respiro e luce.
Le aldeidi intervengono come un velo impalpabile e sofisticato. In profumeria, il termine aldeidi identifica una famiglia di molecole celebri per la loro capacità di espandere e rendere astratto un accordo. Possono suggerire il profumo del lino pulito, della cera appena lucidata, dell’aria fredda del mattino o di una luminosità quasi scintillante. In questo contesto, le aldeidi non hanno il ruolo brillante e mondano che ebbero in certi classici del Novecento, ma agiscono come incenso di luce, creando una dimensione rarefatta e immateriale. Offrono alla composizione un’aura quasi angelica, una purezza che amplifica l’effetto ieratico del profumo.
Il legno di cashmere, noto in profumeria come cashmeran o come accordo ispirato a quella materia, introduce invece la parte più tattile e avvolgente della fragranza. Il suo odore è morbido, vellutato, caldo, con sfumature legnose, muschiate e leggermente speziate. Ricorda un tessuto prezioso adagiato su un banco ligneo, oppure il calore discreto di una stanza rivestita in legno nobile. In Kirieleison, il cashmere wood smussa gli spigoli delle resine e rende l’insieme più meditativo, più intimo, quasi corporeo.
Il legno di cedro completa l’opera con la sua autorevolezza asciutta e lineare. Il cedro profuma di truciolo pulito, matita temperata, cassapanca antica e tavole stagionate. Ha una purezza severa, una compostezza naturale che richiama architetture essenziali e spazi austeri. Inserito accanto a incenso e cashmere wood, conferisce struttura e profondità, come colonne che sostengono una volta invisibile.
Il risultato finale di Kirieleison di Luigi Sabatel è un profumo che non cerca il facile consenso ma l’emozione interiore. Il franchincenso eleva, l’elemi illumina, le aldeidi trasfigurano, il cashmere wood accoglie e il cedro ordina. Nasce così una fragranza che profuma di raccoglimento, di silenzio e di presenza. Un’opera olfattiva che trasforma la materia aromatica in esperienza spirituale, lasciando sulla pelle il ricordo di qualcosa di antico e, allo stesso tempo, profondamente vivo.