Cosa crea la scia di un profumo? Il segreto invisibile delle fragranze memorabili

Ci sono profumi che si percepiscono soltanto da vicino e altri che sembrano lasciare una presenza nell’aria anche diversi minuti dopo il passaggio di chi li indossa.

Quella caratteristica viene comunemente definita scia.

Ma cosa determina realmente la capacità di una fragranza di lasciare una firma olfattiva così riconoscibile?

Contrariamente a quanto molti immaginano, la scia non dipende semplicemente dall’intensità del profumo o dalla quantità vaporizzata sulla pelle.

La vera protagonista è la struttura molecolare della composizione.

Ogni fragranza è costruita attraverso centinaia di molecole aromatiche che possiedono differenti caratteristiche fisiche: alcune evaporano rapidamente, altre diffondono lentamente nello spazio circostante, altre ancora riescono a legarsi temporaneamente alla pelle e ai tessuti continuando a rilasciare odore nel tempo.

Le fragranze che producono una scia importante contengono generalmente molecole ad alta diffusività: muschi contemporanei, ambroxan, alcuni legni sintetici di nuova generazione, accordi ambrati, di fava tonka, e ingredienti capaci di mantenere una dispersione costante nell’aria.

La qualità della materia prima è determinante.

Una molecola economica può generare un odore iniziale intenso ma decadere rapidamente, mentre una materia prima di alto livello possiede una curva di evaporazione molto più sofisticata e controllata.

Questo è uno dei principi su cui si fonda la ricerca di Luigi Sabatel.

Nel progetto Avanguardia Olfattiva, la costruzione della scia non viene affidata a semplici additivi di performance, ma nasce da uno studio approfondito della dinamica di diffusione delle singole materie prime, creando fragranze che non si limitano a profumare la pelle, ma costruiscono una vera presenza sensoriale nello spazio.

Un grande profumo non è quello che si sente da vicino.

È quello che lascia un ricordo anche dopo essere andato via.

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